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Notizie

In Parlamento è in corso il dibattito sulla legge di stabilità e data la preoccupazione che ci deriva dalla difficilissima situazione economica del Paese e della nostra Regione, riteniamo utile promuovere un incontro al quale hanno assicurato la loro presenza Parlamentari eletti nelle Marche IRENE MANZI, LUCIANO AGOSTINI, PIERGIORGIO CARRESCIA, CAMILLA FABBRI il Presidente dell’ANCI Marche MAURIZIO MANGIALARDI e il Vice presidente della Giunta regionale Marche con deleghe al commercio, fiere, e mercati ANTONIO CANZIAN, per illustrare le nostre posizioni e cercare una strada che possa restituire speranza e fiducia nel mondo da noi rappresentato.

l’incontro, che si svolgerà,

LUNEDI’ 2 DICEMBRE 2013 alle ore 10

Presso il Parlamentino della CCIAA di Ancona.

In Largo XXIV Maggio 1

prevede l’introduzione di Claudio Albonetti, PRESIDENTE Confesercenti Marche, alla quale seguiranno interventi di MAURIZIO MANGIALARDI e di ANTONIO CANZIAN.

Siamo convinti che nell’attuale contesto economico e sociale il Disegno di Legge Stabilità può e deve rappresentare l’occasione per adottare provvedimenti coraggiosi finalizzati a sostenere le imprese, far ripartire gli investimenti, incentivare i consumi. Nel complesso, invece, il Ddl risponde solo parzialmente, e troppo spesso in modo insufficiente, alle reali esigenze delle imprese e ai bisogni del Paese. Undici miliardi non rappresentano lo shock di cui l’Italia ha bisogno per uscire dalla recessione; serve, a nostro avviso, almeno il doppio della cifra prevista dal Governo, concentrato su alcune priorità decisive per la ripresa dell’economia.

E’ necessario, prima di tutto un intervento strutturale a favore delle Piccole e Medie Imprese, intervento che affronti efficacemente i molti nodi che ne limitano la competitività. I punti chiave: limitazione sostanziale dell’imposizione fiscale sulle imprese e sul lavoro; misure per favorire gli investimenti e l’innovazione; ridimensionamento del peso della burocrazia; ripensamento e profonda riduzione della spesa pubblica.

La prima mossa è sicuramente in capo al Parlamento; ci sono tuttavia azioni che dovranno compiere gli Enti locali, che vogliamo sensibilizzare attraverso l’ANCI nel momento in cui si apprestano ad impostare i bilanci; serve una modifica normativa che finalmente riduca la burocrazia e riduca il costo dell’apparato istituzionale. Serve, una modifica normativa che, anche a livello regionale, si occupi del funzionamento e della riduzione del costo dei servizi grazie alla promozione della gestione associata ed il buon funzionamento delle aziende erogatrici.

Confidiamo sulla tua presenza.

 Il Presidente Confesercenti Marche

 Claudio Albonetti

 

Last modified on Thursday, 28 November 2013 11:37

“Non c’è più tempo da perdere”

Pubblichiamo, qui di seguito, l’intervista a Patrizia de Luise, Vice Presidente Confesercenti, Presidente di Cnif, Coordinamento Nazionale Imprenditoria Femminile di Confesercenti e Presidente di Federfranchising, la Federazione del Franchising di Confesercenti.

Oggi si celebra la Giornata mondiale contro la violenza sulle donne. La violenza è solo la manifestazione più esasperata del mancato raggiungimento, ancora oggi, della parità tra uomo e donna. La parità, ad esempio, nel mondo del lavoro è ancora una sfida, molte neo mamme spesso oggi abbandonano il lavoro per seguire i figli, il tasso di disoccupazione femminile è ancora troppo alto. Cosa fare, da dove cominciare?

Ancora troppe sono le donne vittime di violenza in Italia e nel mondo, mentre ci si interroga se il fenomeno è in aumento, oppure è soltanto reso più visibile grazie alla diffusione dei media. E mentre ci si chiede perchè ci sono uomini che non sanno relazionarsi se non con la violenza con il mondo femminile,  le donne continuano ad essere le vittime di questa barbarie. Occorre intervenire con urgenza: fornendo, per cominciare, quegli strumenti che permettano alle donne di denunciare i loro aguzzini. Ma occorre, soprattutto, prevenire: uno degli strumenti, non certo unico ed esaustivo, è garantire alle donne una indipendenza economica, attraverso la partecipazione al mondo del lavoro.

Presidente De Luise, l’impresa del futuro è donna?

I dati di Unioncamere ci dicono che le imprese femminili sono in crescita. Noi crediamo che continueranno ad aumentare, perchè in un periodo di forte disoccupazione, le donne rispondono alla crisi con l’apertura di imprese proprie. Molte di loro si rivolgono ai nostri sportelli per ricevere assistenza rispetto alle scelte da compiere. Questo è positivo ed è auspicabile che sempre di più lo facciano, ma se fare impresa può essere un’opportunità per crearsi un reddito e per una realizzazione personale, è anche vero che non ci si può improvvisare imprenditori: occorrono preparazione ed un percorso mirato. Un sostegno che i nostri sportelli Confesercenti sul territorio sono in grado di offrire.

Nel  2014 si celebra l’anno europeo della conciliazione. Quali sono gli strumenti e le strategie da mettere in campo per favorire politiche di conciliazione tra tempi di vita e lavoro?

L’Italia è molto indietro rispetto al resto d’Europa, come numero di donne occupate, siano esse imprenditrici o dipendenti. I motivi sono da ricercarsi nelle insufficienti strategie di politica economica per lo sviluppo delle imprese in generale e per la mancanza di una seria politica di welfare: questo, inevitabilmente, si scarica sulle famiglie e sulle donne in particolare. Carenze di asili nido, sistema scolastico obsoleto, inadeguatezza dei servizi di cura per anziani e malati, ma anche tempi di vita e di lavoro delle città non proprio a misura d’uomo. L’assenza di adeguate politiche per la famiglia non può più pesare sulle spalle di mogli, figlie e nuore: servono misure concrete per conciliare la vita familiare e lavorativa delle donne. Bisogna afforzare il ruolo della donna nelle politiche di sviluppo del Paese e recuperare il gap italiano di partecipazione femminile al mondo del lavoro rispetto alla media Ocse: le donne rappresentano un valore aggiunto per la crescita dell’economia.

C’è una figura di donna, della storia o dell’attualità, che secondo Lei può rappresentare un modello di riferimento per tutte quelle donne che non si arrendono e progettano il proprio sviluppo e la propria crescita umana, culturale e professionale?

Penso a quella giovane donna pachistana, Malala Yousfzai, che nonostante la sua giovane età, non ha esitato a sfidare l’oscurantismo di una certa tradizione di una parte del suo paese andando controcorrente, battendosi per affermare la sua indipendenza e il suo diritto allo studio. Un esempio importante e uno sprone a non arrendersi mai.

Last modified on Monday, 25 November 2013 10:35

 

Il Ciclo di seminari dedicato alla legalità sul web e promosso in collaborazione con la Camera di Commercio è stato un evento particolare per la nostra provincia ed estremamente partecipato.

Lunedì 30 settembre si è concluso il ciclo di seminari della Confesercenti provinciale, patrocinati dalla Camera di Commercio Macerata.

Avvalendosi della stretta collaborazione di quotati professionisti è stato possibile creare una serie di interventi seminariali rivolti ad aziende e consulenti con l’obiettivo di incrementare professionalità, competenze e dare i giusti strumenti per muoversi all’interno di un contesto economico e sociale in continuo cambiamento.

Ecco la locandina pubblicata e diffusa come manifesto nei principali uffici pubblici della provincia:

Volantino seminari confesercenti corretto

Come si può leggere dal programma (completamente rispettato), sono intervenuti docenti, avvocati e consulenti esperti su argomenti importanti e di attualità.

Sono inoltre stati rilasciati 4 crediti formativi per avvocati e 6 per i consulenti del lavoro.

L’evento ha riscontrato un gran numero di partecipanti e si è discusso in materia di apprendistato formativo, pec, privacy informatica e web marketing.

Si ringraziano il Prof. Luca Girotti dell’Università degli Studi di Macerata, il Dott. Riccardo Russo presidente dell’Ordine dei Consulenti del lavoro di Macerata, l’avvocato Stefano Massimiliano Ghio presidente dell’Ordine degli Avvocati di Macerata, l’avvocato e docente dell’Università degli studi di Camerino Andrea Buti, la Dott.ssa Molisella Lattanzi esperta in soluzioni web ed il Dott. Roberto Caporale CEO di Bizcom.it.


Visto il successo riscosso dall'iniziativa, la Confesercenti di Macerata, si impegnerà a sviluppare dei percorsi formativi ad hoc nel corso del 2014 avvalendosi anche dei feedback lasciati dai partecipanti.

Grazie infine a tutti coloro che hanno partecipato con entusiasmo contribuendo a mantenere vivo l'entusiasmo anche con domande e interventi per la propria esperienza.

 

seminario 01   seminario 02
 seminario 03  seminario 04

 

 

Attenzione: per rimanere aggiornato sulle prossime iniziative legate al web potete iscrivervi alla nostra newsletter, riceverete ogni settimana un resoconto delle notizie nazionali, locali e proposte formative dettagliate

Last modified on Thursday, 24 October 2013 07:48

A settembre segnali di miglioramento della crescita

“Lo shutdown americano è un rischio, se prolungato per la ripresa degli Stati Uniti e del mondo”. Loha affermato il presidente della Bce, Mario Draghi.
“La Bce non esclude di utilizzare altri strumenti straordinari in futuro, incluso un nuovo Ltro, ha aggiunto Draghi. Gli ultimi dati confermano ulteriormente che l’inflazione nell’eurozona dovrebbe rimanere sotto tono ed il miglioramento graduale dell’attività economica. I tassi resteranno al livello attuale o più basso per tutto il tempo necessario”.
“I segnali registrati nel mese di settembre confermano il ”previsto” miglioramento della crescita economica nell’eurozona, dopo un secondo semestre buono – ha concluso il presidente della Bce”.
La Banca Centrale Europea nella riunione di oggi ha lasciato il tasso d’interesse di riferimento fermo allo 0,50%.

Last modified on Thursday, 03 October 2013 16:24

Con l’aumento dell’IVA, famiglie ed imprese vedono aggravarsi una pressione fiscale già insostenibile. I consumi già previsti in calo, per quest’anno di due punti, si ridurranno di altri 3-4 punti decimali. L’incertezza politica aggrava la situazione economica, allontana la ripresa e farà chiudere ancora più imprese, facendo aumentare ulteriormente la disoccupazione, già a livelli record.

Nelle prossime settimane il carico fiscale nazionale e locale diventerà per gli italiani sempre più asfissiante: per cui diventa urgente invertire questa tendenza. La valanga di adempimenti fiscali, potrebbe rendere vano lo sforzo di responsabilità delle imprese a circoscrivere gli effetti negativi dell’aumento IVA. Confesercenti, di fronte a una situazione così difficile, chiede che l’Italia sia governata e che si apra un confronto tra le parti sociali, dalle forze imprenditoriali a quelle sindacali, e l’esecutivo, per confrontarsi sui problemi concreti del Paese. Non c’è più tempo da perdere.

Last modified on Thursday, 03 October 2013 16:22

Rete Imprese Italia: “Da questo governo ci saremmo aspettati di più”

“Da questo governo ci saremmo aspettati sicuramente di più. Lasciare immutata l’Imu sugli immobili strumentali non è stata una bella sorpresa e anche la parziale deducibilità dal reddito non produrrà apprezzabili benefici. Per questo continuiamo a chiedere l’esenzione Imu per le imprese”. Lo afferma una nota di Rete Imprese Italia che commenta i provvedimenti adottati ieri dal Consiglio dei ministri.

“Con altrettanta franchezza – prosegue la nota – diamo atto al governo di aver mantenuto gli impegni di abolire l’Imu sugli immobili invenduti e di rifinanziare gli ammortizzatori in deroga, benché le modalità di questo rifinanziamento appaiano sbagliate. Ancora una volta, infatti, le imprese, attraverso il prelievo delle risorse destinate alla decontribuzione del costo del lavoro, sono chiamate a sostenere una prestazione che dovrebbe gravare sulla fiscalità generale”.

“Anche sul progetto di service tax siamo perplessi – si legge nella nota – la storia recente del federalismo all’italiana ci insegna che la tassazione locale è inesorabilmente cresciuta anno su anno, sia pure con carichi territoriali differenti. Una volta tanto vorremmo che i fatti smentissero la storia e quindi chiediamo estrema attenzione nel costruire l’impianto del nuovo tributo che, per ora, non elimina la tanto contestata Tares per il 2013. Terremo gli occhi aperti – conclude la nota di Rete Imprese Italia – per evitare che i barlumi di ripresa annunciati possano essere soffocati da manovre fiscali non calibrate”.
 

Last modified on Monday, 02 September 2013 10:21

Indiscrezioni del Corriere della Sera: in preparazione anche Mini Bond

Il governo starebbe studiando un piano per abbassare il costo delle bollette della luce, soprattutto per le imprese, come misura di stimolo per il rilancio della crescita economica. A rivelare l’indiscrezione è l’edizione odierna del Corriere della Sera. L’operazione dovrebbe portare a uno sconto di tre miliardi di euro l’anno sull’energia elettrica, il 60-70% dei quali destinati alle imprese. Secondo la testata milanese Palazzo Chigi starebbe mettendo a punto anche un intervento sui mini bond per le aziende, che serviranno a facilitare l’accesso al credito da parte delle PMI. Previsti dal decreto crescita del governo Monti, le emissioni hanno raggiunto finora quota un miliardo di euro. Sempre sul piano industriale, il governo pensa anche ad un’operazione che possa incentivare la riconversione dei terreni inquinati. Per spingere sulle bonifiche e la riconversione dei terreni inquinati ci saranno una serie di agevolazione fiscali. A patto che la bonifica sia fatta però da un soggetto terzo.

Last modified on Monday, 02 September 2013 10:21

Informiamo tutti gli utenti che gli uffici della Confesercenti di Macerata dalla giornata di Lunedì 26/08/2013 sono di nuovo aperti e il personale è di nuovo a vostra disposizione per rispondere a tutte le esigenze e richieste di informazioni.

Siamo aperti dal Lunedì al Venerdì con il solito orario 09.00 -13.00 e 15.30 -18.30.

A breve ripartiranno tutte le tipologie di corsi di formazione e tutti gli altri servizi offerti dall'associazione e vi aspettano tante novità....

Visitate il nostro nuovo sito e date un'occhiata al servizio che fa al caso vostro!!

Buon rientro!

Last modified on Tuesday, 27 August 2013 13:40

Da gennaio ad aprile saldo negativo per 13mila unità, continuando così sarà di circa -43mila alla fine dell’anno. 

 

“Sull’IVA si passi dalle parole ai fatti, perché il Paese è a un passo dal baratro: con un aumento dell’aliquota, i consumi si contrarrebbero ulteriormente e la crisi delle imprese del commercio al dettaglio si aggraverebbe. E lo scenario terribile di un Paese senza più negozi di vicinato rischia di avverarsi”. Confesercenti lancia l’allarme sulla situazione del commercio al dettaglio in Italia, sottolineando la gravità dell’emorragia che ha colpito il settore, dall’inizio del 2013, e l’effetto che l’aumento dell’aliquota IVA potrebbe avere su di esso. La desertificazione delle attività commerciali in Italia appare essere un fenomeno in continua accelerazione, e potrebbe portare – secondo le stime della Confederazione – alla scomparsa dell’intera rete dei negozi nel nostro Paese già nell’arco dei prossimi 10 anni.


Secondo quanto rileva l’Osservatorio Confesercenti, infatti, nei primi 4 mesi dell’anno ha aperto un solo negozio ogni tre che hanno cessato l’attività circa. Complessivamente, la distribuzione commerciale ha registrato la chiusura dall’inizio del 2013 di circa 21.000 imprese, per un saldo negativo di 12.750 unità. Se si dovesse continuare così, stima Confesercenti, alla fine del 2013 avremmo perduto per sempre circa 43.000 negozi. “Se l’accelerazione delle chiusure dovesse continuare anche nei prossimi mesi – spiega Confesercenti – perderemo la totalità delle imprese del commercio al dettaglio già nel corso dei prossimi 10 anni. E’ un’emergenza sociale, economica ed occupazionale insieme: se si considera che, mediamente, ogni impresa del commercio occupa tre persone, rischiamo di far crescere la disoccupazione di oltre 120mila unità entro la fine del 2013. Un dato che dimostra ancora una volta che l’Italia non può permettersi la catastrofe del settore commerciale: il conto sarebbe troppo salato”.
“C’è quindi bisogno – è l’appello della Confederazione – di interventi urgenti per facilitare la tenuta delle aziende. Occorre, da un lato, un intervento sulle tasse che schiacciano le imprese e sulle regole di mercato, per evitare distorsioni della concorrenza, così come una maggiore disponibilità di credito per le PMI e una profonda semplificazione burocratica. Dall’altro, è più che mai necessario un alleggerimento della pressione fiscale che grava sui consumi delle famiglie. Per questo, riteniamo essenziale evitare l’ulteriore aumento dell’aliquota IVA al 22%: avrebbe un effetto depressivo sui consumi, già in crollo dal 2012, e non produrrebbe gettito aggiuntivo per lo Stato. Piuttosto, sarebbe opportuno, al maturare delle condizioni, impegnarsi a riportare l’aliquota IVA al 20%.”

Crisi del commercio, in Sicilia il record di chiusure. A Roma spariscono 790 negozi


La crisi della distribuzione commerciale tradizionale si estende a tutto il Paese, senza eccezioni. Tutte le regioni mostrano, infatti, un saldo negativo nelle imprese del commercio; ma i picchi peggiori si registrano comunque in Sicilia – dove il saldo negativo è di 1.557 imprese – e in Campania, dove hanno cessato l’attività, senza essere sostituiti, 1.470 negozi. Seguono, nella classifica dei peggiori risultati, Lombardia (-1.263), Lazio (-1.033) e Piemonte (-1.019).
Tra le province, invece, spicca il risultato di Roma: nel primo quadrimestre, la Capitale ha visto chiudere per sempre 790 negozi di vicinato, il 76,5% del totale degli esercizi perduti nel Lazio. Un saldo negativo record, pesantemente influenzato dal boom di cessazioni nella città (1.394). Al secondo posto, per chiusure, la provincia di Napoli, dove hanno cessato l’attività 1.363 imprese del commercio, per un saldo negativo complessivo di 632 unità. Seguono, nella top 5 delle città che hanno registrato i risultati peggiori, Torino (-542 negozi), Palermo (-359) e Milano (-348).

 

Servizio di vicinato sempre più a rischio per le fasce sociali più deboli


Dai dati dell’Osservatorio Confesercenti emerge che, sempre nei primi mesi dell’anno, la contrazione del servizio di vicinato si accompagna all’aumento della popolazione residente sopra i 65 anni, per i quali la disponibilità dei negozi sotto casa è un fattore determinante nella qualità della vita, perché permette spostamenti più brevi e meno gravosi per gli abitanti più anziani: nei Comuni con una incidenza dell’indice di vecchiaia superiore alla media nazionale si rileva, infatti, un saldo negativo delle attività commerciali pari a 7.209 unità, di cui 839 riguardano il dettaglio alimentare (mentre hanno chiuso per sempre 5.541 esercizi commerciali nei Comuni con una incidenza dell’indice di vecchiaia inferiore alla media nazionale).

 

Reggono i Comuni litoranei: tra turismo e commercio è sodalizio contro la crisi


Resistono al fenomeno della desertificazione urbana i Comuni litoranei rispetto ai Comuni non litoranei: si registra, per i primi, un saldo negativo di 4.318 negozi di vicinato a fronte di un record di chiusure di 8.432 per i secondi. L’impatto del turismo sui Comuni litoranei fa da traino, evidentemente, alle attività commerciali, dimezzando il trend negativo di chiusure.

Last modified on Monday, 05 August 2013 13:14

La pressione fiscale nel primo trimestre del 2013 sale al 39,2%, risultando superiore di 0,6 punti percentuali rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente. E’ quanto rileva l’Istat, diffondendo il conto economico delle Amministrazioni pubbliche. La pressione fiscale registrata per i primi tre mesi del 2013 risulta la più alta mai rilevata per il periodo d’inizio anno. Infatti, guardando le serie dell’Istat, in base a confronti annui, risulta il valore maggiore, da quando è cominciata la rilevazione, ovvero dal 1999, ben 14 anni fa.

Il paragone può essere fatto solo tra gli stessi trimestri (primo su primo, secondo su secondo ed eccetera) visto che i dati sono influenzati dalla stagionalità: di solito la pressione fiscale aumenta nel corso dell’anno per toccare l’apice nell’ultimo trimestre. E quest’anno di certo c’è stata una partenza sprint, con il carico registrato per il primo trimestre ai massimi storici. Il 2013 inizia così in salita, l’accelerazione potrebbe preludere al raggiungimento di un nuovo record, dopo che il 2012 ha già fatto toccare dei picchi, con una pressione al 44% nei dodici mesi e addirittura al 52% nel quarto trimestre.

Mentre nel primo trimestre del 2013 il deficit pubblico è peggiorato: l’indebitamento netto delle Amministrazioni pubbliche è risultato pari al 7,3% del Pil, secondo quanto sottolineato dall’Istat, in aumento rispetto al 6,6% dei primi tre mesi dello scorso anno.

Last modified on Monday, 05 August 2013 13:15
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